Il gruppo in consiglio regionale rilancia la sfida nell’ambito della Finanziaria 2007.
Le proposte di Piano straordinario e Reddito di cittadinanza.
CAGLIARI. «Per contrastare vecchie e nuove povertà servono un Piano straordinario per il lavoro e il Reddito di cittadinanza». Lo ha detto il capogruppo di Rifondazione comunista in consiglio regionale, Luciano Uras, rilanciando le richieste, concordate anche con il partito, per la Finanziaria 2007 che è all'esame della commissione Bilancio. «La manifestazione sulle vecchie e nuove povertà organizzata dalla Pastorale del lavoro, dalle organizzazioni sindacali Cgil-Cisl-Uil, dalle associazioni - come le ACLI - e dal volontariato (Sardegna Solidale e altri) ha richiamato con forza - ha detto Uras - la responsabilità politica e di governo sul fenomeno crescente della povertà assoluta e relativa, sugli oltre 300.000 sardi poveri. La richiesta unanime è stata articolata in questo modo. Primo: Piano straordinario per il lavoro. Secondo: Reddito di cittadinanza. Terzo: lotta alla precarietà».
Il capogruppo del Prc ha ricordato «da oltre due anni è in carico al consiglio regionale il progetto di legge sul Reddito di cittadinanza (già proposto nella precedente legislatura) sottoscritto da diversi consiglieri di più partiti di maggioranza e primo firmatario l'attuale capogruppo di Rifondazione comunista». E ha aggiunto che nei giorni scorsi è stato riproposto in commissione Bilancio un emendamento alla Finanziaria «per avviare il confronto tra le forze politiche per un nuovo Piano straordinario per il lavoro e dello sviluppo locale fondato su virtuosi processi di rinaturalizzazione del territorio, di nuova cultura della produzione capace di valorizzare, con tecniche e tecnologie ecosostenibili, il grande patrimonio ambientale e naturale della Sardegna». L'emendamento propone di integrare con ulteriori 100 milioni di euro (per i prossimi 4 anni), in un fondo indistinto a favore dei Comuni e delle Province, quale quota di co-finanziamento per il 50% di progetti di occupazione aggiuntiva a tempo indeterminato o a tempo determinato per un periodo minimo di 3 anni. «La proposta - ha spiegato Uras - mira a creare nel quadriennio di riferimento 20.000 nuovi occupati riducendo il tasso di disoccupazione fino al livello medio nazionale». A tutto ciò viene aggiunto da Rifondazione comunista un Piano contro la precarietà (soprattutto donne e giovani) su cui impegnare in collaborazione tra loro la nuova Agenzia del lavoro, l'Insar, il Crel, sindacati ed imprese.
La Nuova Sardegna
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