Si è tenuta Cagliari, presso il centro culturale dell’EXMA’ in via San Lucifero, l’assemblea popolare indetta dal P.R.C.-S.E. della Federazione di Cagliari, con l’obiettivo di discutere le proposte di integrazione e modifica del progetto di legge in materia di ”appalti, forniture e servizi” all’ordine del giorno del Consiglio regionale nella seduta prevista dal prossimo 24 luglio.
Nel corso dell’assemblea, a cui hanno partecipato alcune delegazioni delle lavoratrici e dei lavoratori degli appalti di servizio (mense, movimentazione interna, manutenzione, pulizie, parcheggi, cura del verde eccetera) di tutte le amministrazioni regionali e locali (amministrazione centrale, enti, agenzie, società pubbliche, comuni e provincie), è stato evidenziato e segnalato il grave disagio, l’insicurezza e la preoccupazione rispetto ad una gara che licenzia metà di loro e all’altra metà lascia solo il 50% di una già magra retribuzione.
Oltre ad esprimere la solidarietà di Rifondazione, Luciano Uras, ha presentato una proposta che è all’esame anche degli altri Gruppi di maggioranza, che impedisce il ripetersi di selvagge gare a ribasso, che colpiscono il diritto al lavoro, il rispetto delle norme di sicurezza, e di quelle sociali di salvaguardia del reddito e dell’occupazione.
“Nella prossima settimana, in Consiglio regionale si apre un confronto importante nel progetto di legge in materia di appalti, è quella la sede per risolvere anche i problemi nati dalla gara nei servizi di pulizia per gli uffici regionali. Non è più tollerabile che i risparmi si fondino su proposte a ribasso da parte di imprese che non tengono in conto i carichi di lavoro, la qualità delle prestazioni, la sicurezza degli operatori, e soprattutto il diritto al lavoro e al reddito, di centinaia di lavoratori, in maggioranza donne con famiglie monoreddito. Vi è necessità assoluta di nuove norme che non consentano più offerte a ribasso “impossibili”.
Le gare dovranno, necessariamente, rispondere a criteri di tutela del servizio e dei lavoratori, e stabilire livelli minimi di offerta che non possano determinare ribassi sull’applicazione delle condizioni contenute nei contratti collettivi nazionali di lavoro.”
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