L’approvazione dell’emendamento 974, il cosiddetto maxi-emendamento sul lavoro, che sostituisce totalmente l’originario art. 6 della legge finanziaria regionale, è indubbiamente un grande risultato politico che non appariva affatto scontato, soprattutto se si tiene conto ora del clima e delle tensioni degli ultimi giorni che hanno caratterizzato i rapporti interni alla maggioranza di governo.
E’ merito soprattutto di Rifondazione Comunista e della Sinistra del Consiglio Regionale che hanno saputo resistere alle continue e insistenti pressioni dell’ala moderata della coalizione di governo, se questa finanziaria porta anche il segno ben visibile delle politiche attive del lavoro. La situazione insostenibile dei lavoratori delle diverse aree industriali in crisi e della formazione professionale, le tante e troppe forme di precarietà nei rapporti di lavoro, la continua discesa del potere d’acquisto dei salari, la ripresa della via dell’emigrazione da parte dei giovani, le condizioni di vita di migliaia di giovani e donne che nutrono ancora la speranza di poter trovare un’occasione per rimanere in quest’isola, non scompariranno certo d’improvviso per effetto dell’emendamento approvato, ma è certo che siamo davanti ad una decisa presa di coscienza della gravità della situazione e si individua un percorso diverso e innovativo nell’affrontare questi problemi.
Da una parte si interviene per sanare alcune situazioni determinate da crisi aziendali attraverso l’utilizzo degli ammortizzatori sociali che la regione Sardegna si impegna ad anticipare, dall’altra si pensi, non solo alla stabilizzazione degli LSU e alla risoluzione definitiva del problema dei lavoratori della Formazione Professionale con la ricollocazione o con l’impiego nei centri regionali di formazione professionale, ma soprattutto ad interventi inclusi nella programmazione comunitaria destinati all’occupabilità, all’inclusione e alla valorizzazione del capitale umano o a progetti mirati di inserimento e reinserimento lavorativo. Insomma una serie di misure che potranno interessare migliaia di lavoratori, di disoccupati e di giovani.
Dopo una giusta e condivisibile politica del risanamento del bilancio regionale, di un ridimensionamento di sprechi ed enti inutili, dell’individuazione di un nuovo strumento di politica delle entrate, non poteva non esserci il momento di una obbligata attenzione verso il mondo del lavoro, verso la condizione materiale di migliaia di persone che faticano ad arrivare a fine mese. Nell’articolo 6 della finanziaria 2008 si intravede con sicurezza una traccia da seguire e da completare per arrivare ad un progetto organico di sviluppo e di coerenti politiche attive del lavoro.
Tutto ciò è stato possibile per la risolutezza e l’intelligenza tattica manifestata da Rifondazione Comunista, dal gruppo del dirigente regionale e da tutto il corpo militante, dal suo assessore Romina Congera, che ha svolto un ruolo determinante nel collegamento tra la giunta e il gruppo. Un partito che ha praticato l’egemonia e saputo coinvolgere la sinistra presente in consiglio regionale senza la quale, anche per la forza dei numeri che non va mai sottovalutata, sarebbe stato difficile e più complicato il buon esito della nostra azione politica.
Ciriaco Davoli - Consigliere regionale PRC-SE
|