Inviata dal Capo Gruppo PRC- SE, Luciano Uras, ai Presidenti delle Commissioni Consiliari Permanenti Lavoro e Sanità , una lettera aperta in relazione ai gravi e ripetuti incidenti sul lavoro, avvenuti anche in questi ultimi giorni in Sardegna. Chiesto un immediato intervento della Regione a favore delle famiglie colpite dai gravi e tragici lutti, e l'immediata predisposizione del piano regionale di prevenzione.
Di seguito il testo della lettera.
Consiglio Regionale della Sardegna
XIII LEGISLATURA
La Sinistra l'Arcobaleno - Gruppo Partito della rifondazione Comunista
Lettera ai Presidenti delle Commissioni Consiliari Permanenti Lavoro e Sanità.
Signori Presidenti
E ' grave ed intollerabile il ripetersi di incidenti mortali sul lavoro. I fatti di questi giorni richiedono una risposta immediata di solidarietà nei confronti delle famiglie colpite da questi gravi lutti a cui dobbiamo, come Istituzione, un significativo cenno di attenzione.
Al lutto improvviso e grave, spesso si aggiunge una più pesante condizione di vita per i familiari di chi è venuto a mancare così tragicamente. Questo è un tema che la Regione deve affrontare coinvolgendo le organizzazioni dei lavoratori e rendendo corresponsabili le rappresentanze datoriali e il sistema delle imprese.
Per questo chiedo formalmente alle SS.VV. in indirizzo la convocazione con carattere d'urgenza delle Commissioni Consiliari Permanenti Lavoro e Sanità, in seduta congiunta, promuovendo le necessarie audizioni con le autorità regionali e locali interessate, le organizzazioni sindacali di categoria e confederali, le associazioni imprenditoriali, per individuare immediate iniziative per un adeguato intervento della Regione.
Peraltro, con la finanziaria regionale del 2008(articolo 8) è stato stabilito che "al fine di realizzare un sistema integrato di sicurezza del lavoro, di miglioramento della qualità lavorativa e di contrasto del lavoro nero e irregolare, l'Amministrazione regionale sia impegnata a promuovere, finanziare e coordinare uno specifico programma di interventi da realizzarsi attraverso un'azione coordinata e congiunta con la direzione regionale del Ministero del lavoro e delle politiche sociali". Le risorse disponibili da subito per l'attuazione del piano sono pari a 4.000.000 di euro. Nell'ambito delle spese possibili si preveda anche - qualora valutata la necessità - un concreto sostegno regionale alle famiglie al fine di affrontare con dignità le esigenze più immediate e le sopraggiunte difficoltà di vita.
Il piano da predisporre - con immediatezza - su proposta dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale di concerto con l'Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale, previo confronto con le parti sociali maggiormente rappresentative, ha il compito di contenere le direttive di attuazione con le indicazioni delle modalità e delle priorità degli interventi atti a ridurre e definitivamente scongiurare gli infortuni sul lavoro, ed in particolare quelli più gravi, spesso causa di morte o invalidità permanenti.
Gli ultimi episodi di questi giorni richiamano in modo angosciante tutta intera la responsabilità di un intervento operativo accelerato, che garantisca - come stabilito dalla nostra legge regionale :
a) più elevati standard di sicurezza sul lavoro, con particolare riguardo al settore delle costruzioni che registra un costante aumento del numero degli infortuni;
b) campagne informative e iniziative di sensibilizzazione;
c) formazione degli operatori, delle istituzioni e delle organizzazioni;
d) potenziamento delle azioni di coordinamento delle attività di vigilanza degli enti preposti;
e) realizzazione di procedure e banche dati condivise con istituti e altri enti.
Pare utile, Sig.ri Presidenti, rammentare che gli infortuni sul lavoro sono una questione nazionale di gravità inaudita, le cui cause sono riscontrabili anche nei sistemi di gestione dei carichi di lavoro, spesso inaccettabili, nelle più diffuse e pesanti condizioni di precarietà, nella presenza importante di fenomeni di lavoro sommerso, nell'aggravarsi di forme nuove di sfruttamento e di povertà, di ricatto fondato sul bisogno di lavoro.
In Italia nell'ultimo anno i morti sul lavoro sono stati 1260, di cui 1130 nel settore industriale e dei servizi - una scia di sangue e sofferenza, che ha disperso risorse valutate in 45 miliardi di euro l'anno, pari a quasi sei finanziarie della Regione Sarda.
Un qualificato ricercatore dell'Università di Cagliari, Prof. Marco Zurru, in un suo specifico studio ci rammenta che si verificano 3,5 incidenti mortali ogni giorno nei diversi ambiti professionali e che l'anno scorso gli infortuni sono stati 927.998. Che si tratta, è il caso di ricordarlo," di cifre in difetto, non comprendendo quella vastissima area dell'economia sommersa che pesa sul PIL per il 17,7% (dati ISTAT), relativa all'attività irregolare di quasi 3 milioni di lavoratori italiani, il 12,1% del totale delle unità lavorative del paese".
In Sardegna negli anni 2004 - 2005 - 2006 gli incidenti rilevati per anno variano dai 18.917 del picco 2005 ai 18.503 del 2006 con una diminuzione parziale pari al -2,51 per cento (414 infortuni in meno)nell'ultimo anno. Un dato comunque gravissimo che ci racconta di circa 57 mila incidenti in tre anni. Gli infortuni mortali nel 2006 sono stati 34, contro i 30 registrati nel 2005, di cui 13 nel settore dell'industria, 14 nei servizi e 6 in agricoltura (1 non determinato). Il settore edile è quello in cui si sono registrate più vittime (9). Rimane preoccupante anche il dato riguardante la denuncia delle malattie professionali. Nell'ultimo anno i casi sono stati 80, mentre nel 2005 erano stati 72 e nel 2004, 81. E rimangono aperte in Sardegna gravi carenze di intervento e ingiustizie in materia di contaminazione da amianto, ad incominciare dal riconoscimento dei diritti a molti lavoratori sardi dell'industria dei benefici di legge .
Per queste ragioni Sig.ri Presidenti attendo una vostra cortese e celere risposta in ragione dell'urgenza della problematica sollevata .
Distinti Saluti
Luciano Uras
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