Commissari delle ASL e delle Aziende miste in Sardegna - Dichiarazione di Luciano Uras


CAGLIARI, 13 SETTEMBRE 2009 - "Le norme recentemente approvate dal Consiglio regionale a colpi di maggioranza dal centro destra sul sistema sanitario regionale e sul commissariamento delle ASL di fatto realizzano senza alcun limite il c.d. “spoil system”. Ovvero i direttori generali ad immagine e somiglianza dei politici che governano. Anzi nello specifico non direttori generali ma “commissari”, nominati liberamente dalla Giunta Regionale senza che occorra alcun percorso selettivo o il possesso di particolari titoli ed esperienze professionali.
Questa novità normativa, di cui la Giunta ha fatto subito uso, rappresenta la definitiva legittimazione della pratica della lottizzazione politica tra i partiti di una maggioranza di governo. E’ una pratica con la quale si sono cimentati tutti i partiti di maggior peso delle coalizioni, anche di recente. Riservandosi, in alcuni casi di ammettere o no anche i partiti alleati. Una pratica nociva per il buon e imparziale funzionamento della pubblica amministrazione, di fatto in violazione dei principi contenuti nella Costituzione repubblicana.

Eppure è una pratica che va avanti, nonostante porti in sé gravi rischi di inefficienza o, peggio, di subalternità politica dell’azione amministrativa, con tutto ciò che può conseguirne. E va avanti nonostante anche le recenti sentenze della Corte costituzionale nn. 103 e 104 del 2007, che richiamano proprio in materia sanitaria l’illegittimità di certe modalità che sono state applicate nelle Regioni per fare lo “spoil –system”. Sulla “contro riforma sanitaria” dell’attuale maggioranza il centro sinistra unitariamente ha avuto modo di esprimere la propria totale contrarietà, sia in aula mentre si opponeva alla sua approvazione, che nelle successive dichiarazioni rese alla stampa da dirigenti di partito e consiglieri regionali.
Per essere credibili però è necessario essere assolutamente rigorosi sempre, oggi all’opposizione e domani, se si ha il consenso, al Governo. Dobbiamo affrontare subito la riforma della pubblica amministrazione, regionale e locale, settoriale e territoriale. Tutti siano disponibili alla definizione ed attuazione di norme rigide che cancellino la volontà dei governi di piegare le strutture dell’amministrazione pubblica alla ricerca o al consolidamento del consenso elettorale, piuttosto che a soddisfare i bisogni della comunità.

Personalmente ritengo dannoso sul fronte dell’efficacia ed efficienza del servizio sanitario regionale, e non solo di quel servizio pubblico, l’idea che la dirigenza debba essere, di fatto, espressa direttamente dai partiti. Sono invece convinto della necessità della distinzione e autonomia dei due diversi poteri, perché garantisce più trasparenza e più democrazia nella gestione della cosa pubblica. Al potere politico spetta stabilire obiettivi e strategie di governo, definire i programmi, alla responsabilità tecnico-burocratica la migliore organizzazione delle risorse, del personale e degli strumenti affidati per perseguire gli obiettivi nell’interesse di tutti i cittadini.
Dovremo, subito, impegnare il Consiglio regionale su questi temi. La Giunta farebbe bene a sospendere le nomine in atto e ad aprire un vero tavolo di confronto politico sulla riforma dell’amministrazione pubblica, compresa quella sanitaria. Tutto, in ogni luogo di questo paese è confuso, di basso profilo e improduttivo. Alla fine se né pagherà il prezzo che finirà per essere molto salato per tutti, ma soprattutto per la Sardegna e i sui cittadini."

Luciano Uras




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