Home
Biografia
News
Rassegna stampa
Link
Newsletter
Registrati
Forum
Scrivimi

Ricerca
Documentazione
Contatti

 

 


Login al sito


  Protesta lavoratori Alcoa davanti a Montecitorio.


(AGI) - Roma, 2 feb. - Oggi e' il giorno di Alcoa, domani tocchera' a Fiat. Dopo aver colpito i mercati finanziari, la crisi sembre essersi spostata sui settori produttivi e questo pomeriggio in piazza Montecitorio a Roma i lavoratori Alcoa manifestano per chiedere la continuita' degli stabilimenti di Portovesme (Sardegna) e Fusina (Veneto). In serata ci sara' un vertice a Palazzo Chigi tra governo, azienda e parti sociali per evitare la chiusura degli stabilimenti italiani della multinazionale dell'alluminio.

Il gruppo, infatti, nonostante le sollecitazioni e gli interventi del governo, non sembra recedere dai propositi di chiusura temporanea annunciata per il 6 febbraio. A rischio circa 2.000 posti di lavoro tra impiegati diretti e indotto. Nei giorni scorsi per convincere l'azienda, il governo aveva emanato un decreto legge sull'abbattimento dei costi energetici per le grandi aziende in Sardegna e in Sicilia. Ma non e' bastato. Il gruppo statunitense punta a ottenere garanzie scritte dalla Commissione europea per evitare sanzioni. Intanto domani ci sara' lo sciopero di 4 ore proclamato dai sindacati di categoria contro il piano industriale della Fiat. Allo sciopero aderiranno anche i lavoratori dello stabilimento di Termini Imerese. Domani gli operai siciliani si fermeranno nei due turni, dalle ore 10 alle 14 e dalle 18 alle 22.

Davanti ai cancelli della fabbrica si terra' un sit-in. Sulla vertenza e' intervenuto il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi: "Il tavolo e' assolutamente aperto alla ricerca delle migliori situazioni che da un lato conservino l'occupazione, non solo diretta ma anche indotta, salvaguardando se possibile l'antica cultura industriale dell'auto". Secondo il ministro, il negoziato sulla Fiat deve puntare "alle soluzioni migliori tendo conto anche delle economicita'". Sacconi si e' rivolto anche ai vertici di Alcoa: "I Governi italiani hanno garantito al gruppo, per un lungo arco di tempo, condizioni di competitivita' per la produzione di alluminio nel nostro Paese. Si tratta di aiuti complessivamente stimabili in circa un miliardo di euro". Per il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, il governo deve impedire che si fermi la produzione negli stabilimenti Alcoa. E sempre in tema di lavoro, oggi e' arrivato un nuovo allarme dai petrolieri. "La raffinazione in Italia e' in crisi a causa del calo della domanda di benzina e della diminuzione delle esportazioni, in particolare negli Stati Uniti", ha detto il presidente dell'Unione petrolifera, Pasquale De Vita, secondo cui in Italia "4-5 raffinerie sono di troppo". Secondo il presidente dell'Up, la chiusura di queste raffinerie comporterebbe la perdita di circa 7.500 posti di lavoro. (Fonte notizia internet).

(fotografie di Cinzia Isola)

VISUALIZZA LE FOTOGRAFIE 

 

commenta l'articolo | invia ad un amico | leggi i commenti (0) | letto (68)



 
realizzazione freelandia.it - 2006 - Privacy