Dossier sullo stato della spesa della Regione.


Cagliari, 18 maggio 2010 - Presentato questa mattina alla stampa dal Gruppo Comunisti-Sinistra Sarda-Rossomori il dossier sullo stato della spesa e delle entrate della Regione.

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Perché questo dossier?

In primo luogo perché c'è bisogno di chiarezza: oggi più che mai, serve essere chiari quando ci riferiamo alla spesa pubblica. Non è più il tempo della “Amministrazione” e della “Politica” bugiarde. Tutti richiamano tutti al rigore, in previsione di future e pesanti manovre di risparmio che rischiano, come sempre, di colpire i lavoratori e le loro famiglie.

In secondo luogo, perché è un argomento che riguarda tutti. Senza nessun interesse per la polemica, questo è un tema che deve preoccupare tutti: istituzioni, forze politiche e sociali, impresa e lavoratori, informazione e università e soprattutto i cittadini.

Il perché lo spiegano i numeri, ufficiali, diffusi dalla Ragioneria Generale della Regione. Cifre, dati e tabelle che raccontano di una spesa bloccata e di entrate che riguardano i trasferimenti obbligatori dallo Stato alla Regione ferme. Sul conto residui di 7 miliardi e 800 milioni – che sostanzialmente dovrebbero riferirsi a obbligazioni giuridicamente perfezionate e ad impegni legittimamente adottati – si è speso ancora di meno.

Significa che oltre 15 miliardi rimangono non spesi. Siamo a metà anno, incombono una manovra aggiuntiva di tagli da parte dello Stato e l'annunciato irrigidimento dei limiti del patto di stabilità imposto da Bruxelles. Allora di quale eccesso di spesa pubblica si parla? Di quale indebitamento reale? Di quale insufficienza di risorse finanziarie, per affrontare i temi della crisi dell’occupazione e della disoccupazione crescente, soprattutto giovanile e femminile? Del diffondersi di nuove e vecchie povertà?

Al disastro della spesa della Regione, all'inadempienza dello Stato si aggiunge il disastro delle entrate. Abbiamo davanti un dato pesantissimo: delle entrate previste – pari a 9 miliardi e 899 milioni – quelle accertate sono appena un miliardo e 39 milioni.

Numeri che si portano dietro una domanda: la manovra dello Stato deve essere pagata interamente dalla Sardegna? Quella Sardegna che, secondo l'Istat, è la regione che occupa il secondo posto nelle graduatorie nazionali di disoccupazione (con un tasso, riferito al 2009, del 13,3 per cento) e il primo per disoccupazione giovanile (44,7 per cento contro la media nazionale del 25,4). Senza dimenticare, ancora, la disoccupazione giovanile femminile, che supera il 40 per cento.

Allora serve coraggio e coesione, ma anche forze politiche che rigettino le vecchie e personalistiche pratiche speculative della polemica politica. Che rigettino una politica concentrata a confermare se stessa, ad acquisire qualche frammento di percentuale di consenso in più.

La nave rischia di affondare e l’equipaggio è impegnato a lucidare gli ottoni. Altro che galleggiamento.

 

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