Appare necessario e urgente attivare modalità trasparenti di gestione del notevole
patrimonio immobiliare pubblico in Sardegna. Partendo da quesa considerazione, il Gruppo di Rifondazione Comunista in Consiglio regionale ha presentato un'interpellanza alla Giunta di Renato Soru affinché venga data attuazione alla riforma avviata con la trasformazione degli Iacp (Istituti autonomi case popolari) in Area (Agenzia regionale per l'edilizia abitativa) e si "metta un freno" ad una cessione incontrollata di beni pubblici "a prezzi modici". Luciano Uras ha sottolineato l'esigenza che l'ingentissimo patrimonio immobiliare venga totalmente censito visto che uno, parziale, era stato fatto nel 1985 per i capoluoghi di provincia.
"Vogliamo conoscere le intenzioni della Giunta - ha spiegato - sulla destinazione dei beni militari dismessi dallo Stato. Chiediamo che i beni, compresi quelli già del Ministero della Finanze, come la Manifattura Tabacchi di Cagliari, servano per dare una risposta ai bisogni sociali, per combattere la povertà, per dare una casa ai giovani, al di sotto dei 40 anni di età, a prezzi accessibili, per stimolare attività economicamente produttive". Specificatamente sui beni ex militari il suggerimento del Prc alla Regione e agli enti locali è quello di gestirli insieme.
Paolo Pisu ha chiesto un'accelerazione nella riqualificazione urbana nei centri torici "soprattutto nei piccoli comuni che sono il 92% di quelli sardi". Il capogruppo Antonello Licheri ha citato l'esempio di La Maddalena dove i beni dismessi "possono far avviare forme alternative alle servitù militari" con fondi ulteriori "perché i 5 milioni di euro stanziati dalla Giunta non bastano". Ciriaco Davoli, spiegando che a Nuoro si attende che la caserma dell'Artiglieria si trasformi in sede universitaria, ha detto che il messaggio di Rifondazione è politico: "Non vogliamo una falsa generosità nell'alienazione dei beni pubblici che si può trasformare in grossi affari per chi partecipa alla loro acquisizione".
ANSA
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