Cagliari, 26 luglio 2010- Di seguito il testo della lettera scritta dai consiglieri del gruppo Comunisti-Sinistra Sarda-Rossomori, primo firmatario Massimo Zedda
Al Presidente della Provincia di Cagliari
Al Sindaco del Comune di Cagliari
All’Assessore dell’Industria – Regione Autonoma della Sardegna
Al Presidente della VI Commissione Consiliare – Industria
Ai Consiglieri regionali
e. p.c
Alle OO.SS. confederali e di categoria
Ai lavoratori dei call – center
Lettera aperta – Pensiamo insieme ai lavoratori dei call–center e alle loro rappresentanze sindacali una soluzione per il lavoro, contro la disoccupazione annunciata.
Apprendiamo che si va aggravando la posizione dei 500 operatori del call-center Video on Line 2 che rischiano di restare definitivamente senza lavoro. Ormai da tempo vivono una situazione pesantissima, operano senza alcuna garanzia retributiva, e comunque resistono nella speranza di conservare la propria attività lavorativa in forza della loro capacità professionale, da tutti riconosciuta come qualitativamente elevata.
Una realtà, questa dei call-center dell’area urbana di Cagliari, di assoluto rilievo per l’occupazione, soprattutto quella giovanile. Tanti lavoratori impegnati, con tanta volontà e tecnicamente capaci, vittime dell’ennesimo tragico bluff imprenditoriale. Oggi arriva una ulteriore mazzata: Telecom Italia ha rescisso formalmente il contratto con la società "per inadempienza contrattuale" per la mancanza del documento che attesta la regolarità dei versamenti contributivi e assicurativi del personale.
La notizia è stata confermata da una nota dei sindacati territoriali e di categoria Cgil, Cisl e Uil.
Ebbene non è possibile rimanere immobili davanti ad un disastro sociale ed occupazionale così grave. Pensiamo insieme, per questi lavoratori, ad un soluzione che conservi le attuali commesse, intercetti - ad incominciare dai nostri enti pubblici e dal sistema imprenditoriale locale - nuovi clienti. Ipotizziamo nuove forme societarie che prevedano anche la partecipazione dei lavoratori, verifichiamo gli strumenti tecnici, finanziari ed organizzativi di possibile aiuto da attivare. Tutto ciò è necessario e urgente: senza false illusioni si può attivare subito un tavolo istituzionale tra Regione, Provincia ed Enti locali con il coinvolgimento dei Ministeri competenti, presenti le aziende committenti dei servizi, e le OO.SS. di categoria e confederali al fine di individuare un percorso certo e concrete soluzioni per il mantenimento degli attuali livelli occupativi.
Massimo Zedda, Radhouan Ben Amara, Claudia Zuncheddu, Carlo Sechi, Luciano Uras