Cagliari, 19 maggio 2012 - Intendiamo accelerare il processo di riforma della Regione e del nostro sistema autonomistico, verso obiettivi di più ampia e democratica partecipazione popolare e sovranità responsabile. In questo quadro vogliamo rispettare gli esiti di tutti i referendum, anche quelli consultivi. Noi abbiamo partecipato al voto e sostenuto le nostre posizioni. Abbiamo votato no alla soppressione delle Province senza paura di dichiararlo apertamente. Oggi tutti sanno quali siano i gravi problemi di caos amministrativo e i pesanti rischi di paralisi della spesa pubblica locale, perdita di occasioni di lavoro e cancellazione di buste paga, che derivano a seguito degli esiti abrogativi delle norme sulle Province e sulle relative circoscrizioni territoriali.
In ogni caso intendiamo lavorare senza sosta alcuna per individuare efficaci disposizioni che trattino la questione nella sua complessità. Chi la fa semplice è uno scellerato. Non siamo disponibili a favorire la approvazione di norme di commissariamento delle amministrazioni locali. Sarebbe un precedente pericoloso per la democrazia. Immaginiamo che domani si istituisca una “città metropolitana”, sarebbe un intollerabile stalinismo che i sindaci liberamente eletti, nelle more dei passaggi istituzionali verso il nuovo ordinamento, venissero commissariati da uomini di fiducia del Presidente della Regione o individuati sulla base di patti di lottizzazione . Una vera vergogna.
Non intendiamo trattare alcun provvedimento di ripristino automatico delle indennità consiliari. Preferiremo lasciare questo argomento al prossimo Consiglio regionale, che speriamo sia eletto a breve. Infine, subito la Costituente, eletta con voto popolare proporzionale puro, con una composizione di genere paritaria e con almeno la presenza del 25% dei suoi componenti di età compresa tra 18 e 30 anni.
E poi subito al voto per liberare la Sardegna da un Presidente che ha dimostrato la totale incapacità a risolvere qualsiasi problema economico e sociale della Sardegna, che gestisce pessimamente i rapporti politici con le organizzazioni sociali, con le forze politiche e con il Consiglio regionale.
Luciano Uras - Sinistra Ecologia Libertà
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